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Roma Barocca: architettura e arte

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Portrait of Bernini

Scoprire il Barocco Romano: La Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, la Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio, Chiesa del Gesù, Sant'Andrea della Valle, Sant 'Ivo alla Sapienza, Santa Teresa Estasy, Piazza Navona. Nel XVII e nel XVIII secolo, Roma è stata il cuore pulsante della vita dell'arte, la realizzazione di opere di una tale importanza che si interpretò come crocevia artistico.

I protagonisti del Barocco a Roma, Bernini e Borromini, saranno il tema centrale durante il tour che include alcune delle loro migliori opere. Potrete visitare una piccola chiesa dove vedrete un esempio che gli artisti barocchi potessero svolgere, per continuare ad ammirare cme con due diverse interpretazioni geniali di questo stile di cui il bororminie il Bernini si rivaleggiavano, come nella splendida Piazza Navona. Visiteremo la chiesa del "Gesù" la prima chiesa barocca eretta a Roma, che presenta la volta affrescata più rappresentativa di questo periodo.

# Destinazione Minivan
(max 4 Pers.)
Minivan
(max 6 Pers.)
Minibus
(max 8 Pers.)
04 Rome - Tour of barroque (4 ore) Euro 160,00 Euro 170,00 Euro 180,00

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Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale

Chiesa di Sant'Andrea al QuirinaleSede del noviziato della Compagnia di Gesù e situata di fronte alla manica lunga del Palazzo del Quirinale, la piccola chiesa fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini, grazie alla commissione del cardinale Camillo Pamphili, nipote di papa Innocenzo X. La facciata si apre su un piccolo sagrato dilatato da due ali concave, che ampliano illusionisticamente lo spazio sul modello del colonnato della basilica di San Pietro in Vaticano. Essa venne eretta in corrispondenza di una analoga chiesa sempre intitolata a S. Andrea a Montecavallo e già sede chiesa del noviziato dei Gesuiti nel corso della seconda metà del 1500, che era stata edificata su indicazione del Preposito Generale Francesco Borgia.

Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane

Church of Saint Charles

La chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane è una chiesa di Roma, nel rione Monti, facente parte di un complesso conventuale dei Trinitari, edificato nel XVII secolo e considerato uno dei capolavori dell'architettura barocca.  La chiesa è dedicata a Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, ma è soprannominata San Carlino per le sue ridotte dimensioni tanto da coprire con la sua area quella di uno solo dei quattro pilastri che sorreggono la cupola della basilica di San Pietro in Vaticano.

La chiesa ed il chiostro ed il convento vennero realizzati tra il 1634 e il 1644 da Francesco Borromini. La facciata venne progettata e realizzata molto più tardi, a partire dal 1664; dopo la morte dell'architetto nel 1667, i lavori vennero continuati dal 1670 al 1680 dal nipote Bernardo Borromini sulla scorta dei disegni del maestro.

Il campanile venne realizzato nel 1670. La chiesa ed il complesso conventuale sono caratterizzati dalle dimensioni sorprendentemente piccole e la semplicità dei materiali, conformemente con la regola e la spiritualità dei frati di origine spagnola dell'ordine dei Trinitari, all'epoca appena insediati a Roma, ma anche con le convinzioni del Borromini che ai materiali pregiati preferiva materie umili come l’intonaco e lo stucco, da nobilitare con la tecnica.

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio

Chiesa di Sant'Ignazio

La chiesa fu costruita nel 1626 sull'antica chiesa dell'Annunziata che era divenuta troppo piccola per l'afflusso degli studenti del Collegio Romano. I lavori cominciarono nel 1626 e fu dedicata a Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, che era stato canonizzato il 12 marzo 1622.  Grande mecenate dell'opera fu il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, che era deceduto nel 1623 ed aveva canonizzato Ignazio di Loyola. L'edificio è stato più volte attribuito a vari architetti, che hanno operato nella prima metà del XVII secolo a Roma, Domenichino, Alessandro Algardi, Girolamo Rainaldi; tuttavia, dopo recenti studi si è appurato che il progetto fu redatto dal gesuita Orazio Grassi, architetto, matematico e astronomo, famoso per essere stato avversario di Galileo Galilei. Questi fu per molto tempo anche direttore dei lavori; gli subentrò un altro gesuita, il Sasso, che ne continuò l’opera apportando tuttavia, alcune modifiche al disegno originale.

Chiesa del Gesù

Our Lady of the Way

La chiesa del Santissimo Nome di Gesù, conosciuta soprattutto come chiesa del Gesù o più semplicemente come Il Gesù, è la chiesa madre della Compagnia di Gesù. La costruzione della chiesa, che si affaccia su piazza del Gesù, è considerata come una svolta importante nella storia dell'arte, perché fu costruita secondo lo spirito dei decreti del Concilio di Trento: è stata progettata a navata unica, perché l'attenzione dei fedeli fosse concentrata sull'altare e sul celebrante.  Costruire la chiesa era stato, già nel 1551, un desiderio di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù ed attivo durante la riforma protestante e la successiva riforma cattolica. Papa Paolo III nel 1540 aveva autorizzato la costituzione della Compagnia di Gesù. All'epoca Paolo III viveva a Palazzo Venezia ed offrì ai primi gesuiti la cappella, vicina alla sua residenza, che si trovava sull'attuale sito della chiesa.  Ma per mancanza di mezzi finanziari i lavori della chiesa non furono iniziati durante la vita di Ignazio. I lavori cominciarono solo nel 1568, mentre Generale della Compagnia era Francesco Borgia che fu Generale dal 1565 al 1572. In quell'anno il cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, costituì un fondo per la costruzione.

Piazza Navona

Piazza NavonaPiazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di papa Innocenzo X, della famiglia Pamphilj.  Piazza Navona, ai tempi dell'antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri, largo 54 e poteva ospitare 30.000 spettatori.  Lo stadio era riccamente decorato con statue, una delle quali è quella di Pasquino (forse una copia di un gruppo ellenistico pergameno che si presume rappresentante Menelao che sorregge il corpo di Patroclo), ora nell'omonima piazza di fianco a piazza Navona.

Poiché era uno stadio e non un circo, non c'erano i carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) né la spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) come ad esempio il Circo Massimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. L'obelisco che ora sta al centro della piazza non si trovava lì, ma viene dal circo Massenzio, che stava sulla via Appia.  Il nome della piazza era originariamente "in Agone" (dal latino agones, "giochi") poiché lo stadio era usato solo ed esclusivamente per le gare di atletica. Non è assolutamente vero che piazza Navona veniva usata per le battaglie navali: si tratta di una leggenda metropolitana generata dal fatto che la piazza veniva allagata solitamente nel mese di agosto per lenire il caldo; anticamente la piazza era concava, si bloccavano le chiusure delle tre fontane e l'acqua usciva in modo da allagare la piazza.  Tra il 1810 ed il 1839 nella piazza si tennero le corse al fantino, ossia corse di cavalli montati (che però non avevano parentela con le più famose corse dei barberi di Via del Corso).

Piazza Navona è in un certo senso l'orgoglio della Roma barocca, con elementi architettonici e scultorici di maestri come Gian Lorenzo Bernini (la Fontana dei Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata, i quattro angoli della Terra), Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi (Sant'Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini) e Pietro da Cortona (autore degli affreschi della galleria di Palazzo Pamphilj).

La notissima leggenda circa la presunta rivalità fra il Bernini ed il Borromini suggerisce che a due delle quattro statue dei fiumi il maligno Bernini abbia voluto concedere speciali tutele contro l'opera dell'avversario: al Nilo una benda sulla testa per sottrarsi all'infelice visione ed al Rio della Plata una mano protesa per ripararsi dal forse imminente crollo della chiesa; ma la credenza è infondata, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa (com'è noto, poi, il Nilo ha la testa bendata perché al tempo non erano state ancora scoperte le sue sorgenti). È vero invece che sulla facciata della chiesa, la statua di Sant'Agnese ha una postura che apre a molte possibili interpretazioni, fra le quali quella che la famosa mano sul petto, insieme all'espressione del volto, sia segno di sconcerto.